Uno storage ben fatto permette di liberare spazio sui nostri dispositivi come smartphone, pc, portatili, tablet. Liberare spazio non significa però buttare via nel cestino i nostri file ma significa spostarli su un altro supporto che permetta un’operazione di archiviazione organizzando i file, ripartendo lo spazio e permettendo così di utilizzare al meglio questo importante spazio aggiuntivo.
Se si desidera procedere all’operazione di storage del materiale contenuto nel nostro device, occorre però conoscere bene alcuni elementi base e passaggi importanti oltre che parte della terminologia appropriata e oggi piuttosto diffusa anche se non sono indispensabili informazioni tecniche troppo approfondite. 

Lasciamo perdere quegli spazi in cloud resi disponibili da alcuni provider perché si riempiono subito e successivamente occorre pagare in abbonamento per avere ulteriore spazio disponibile allo storage. Con un ulteriore problema però, perché laddove l’accesso alla Rete non sia possibile per qualsivoglia ragione, i nostri file archiviati saranno irreperibili e inutilizzabili. Un danno evidente se si tratta soprattutto di materiale da usare per lavoro.

Quasi tutti i professionisti infatti possiedono uno o più hard disk del tipo esterno dove poter raccogliere i file utili, i file personali, i file di divertimento e quelli di tipo tecnico, sì perché negli hard disk esterni è possibile anche fare copia di back up del sistema operativo utilizzato dal nostro computer. Una copia di sicurezza da utilizzare nel caso di dover far ripartire il nostro computer dopo un attacco di virus o di hacker.
Utilizzare o uno di questi hard disk o anche una ormai diffusissima pennetta USB, è la soluzione migliore per essere in condizione di operatività, Rete o non Rete, e poter utilizzare questi hard disk esterni come una memoria aggiuntiva da poter portare con noi al lavoro e collegandola al pc, permetterci di lavorare recuperando quanto realizzato in precedenza.